#5 | ABITANTI

Penne stilografiche e mestieri

G. ha 76 anni, abita sola in una vecchia casa sulla collina torinese ma viene a fare la spesa a porta Palazzo da sempre. La scorsa settimana aveva intravisto l’edicola gialla e blu tra i banchi del mercato e voleva fermarsi ma aveva l’auto troppo lontana e l’afa della città l’ha riportata subito a casa. “Oggi è stato più forte di me non potevo non fermarmi a capire chi foste. Chi siete? Come aiutate le persone? Ho sentito parlare di voi e mi sembra un progetto bellissimo! Sono entusiasta che esista un posto così”

G. dopo aver chiacchierato un po’ con noi ha fatto la tessera ABITA LA PORTINERIA, nonostante abiti lontana, ed è rimasta seduta ai nostri tavolini per un’ora. Ci ha raccontato la storia della sua vita. Qualche anno fa mentre saliva verso casa un ragazzo nigeriano le ha chiesto le elemosina, lei l’ha guardato negli occhi e le ha trasmesso subito fiducia. Gli ha domandato se non avesse bisogno di un lavoro, lui ha accettato senza esitare. Ha iniziato con l’appendere una cassetta delle lettere, poi ha sistemato una vecchia mensola inclinata da troppo tempo e come se nulla fosse l’ha aiutata per tre anni in tutti i lavoretti di casa. Ora vive a Parigi con il fratello e fa il concierge in un albergo di Montmartre. Il lavoro è stato la sua salvezza.

“Mio padre vendeva penne stilografiche sapete” ci racconta G. dopo poco mentre compila i moduli per la tessera “scrivere me lo fa sempre tornare in mente. Prendeva il treno notturno per Napoli ogni settimana, arrivava in stazione e passava tutta la giornata per la città a vendere con passione le sue amate penne e a parlare con le persone…”. Un atto d’amore, un po’ fuori moda oggi.

G. ha tantissimo da raccontarci verrà per usare il wifi nel nostro dehor perchè non ha internet in casa e ci farà arrivare qualche pacco. Giovedì passerà al Piccolo cinema di Portineria con qualche amica. Siamo sicuri che quando andrà a fare la spesa tornerà con una nuova storia e un sorriso.

La Portineria di comunità è anche questo: un luogo di ascolto e di aiuto. Una storia di fiducia scritta con una vecchia penna stilografica.